Crescere con gli animali…e con due genitori/nonni un pò pazzi

…Attenzione CON, non COME gli animali 🙂 non vorrei ingenerare confusione in qualche ignaro visitatore!

Spesso racconto a Giuseppe le storie di tutti gli animali che io e i miei fratelli abbiamo avuto. C’è Charlotte, lo york shire che mio padre portò a casa una sera, dopo che avevo esasperato a tal punto mia madre con i capricci dei miei due anni da far crollare uno dei suoi principi fondamentali. Poi è stata la volta di Laika, il cane lupo abbandonato che mio padre salvò dalla strada. Lo tenemmo per un periodo ma il nostro appartamento non era la casa giusta per un cane così grande e così lo regalammo ad un amico che abitava in campagna “Così starà meglio!” ci dicevamo tutti quanto. Ricordo ancora le lacrime di mio padre quella volta che, andandola a trovare perchè ci trovavamo a passare da quelle parti, la trovammo decisamente felice di vederci ma…incatenata. Questo addio fu decisamente più difficile del primo. Poi c’è stata Terry, la compagna di tanti anni e anche la causa di tanti litigi con mio fratello per chi dovesse portarla fuori. Terry che era stata il regalo della mia prima comunione su iniziativa solitaria di mio padre. Terry, che quando la vidi dal vetro della piscina, avevo dentro una tempesta di sentimenti: la gioia per quel batuffolo e la paura che mia madre, come l’avevo sentita dire per telefono, divorziasse da mio padre a causa sua. Non sapevo ancora che quella minaccia sarebbe stata ripetuta per altre mille volte per ogni nuova pazzia di mio padre. Terry, che quando mio padre l’ha fatta sopprimere perchè soffriva troppo, mi sono sentita morire dentro e che mi fa piangere anche ora che scrivo di lei. Gretel, il pastore tedesco che si è fatto un intero viaggio in nave dalla sicilia vomitando con mia madre per il mare eccezionalmente mosso, ma che almeno non ha fatto litigare nessuno di noi fratelli perchè nel frattempo ci eravamo trasferiti in una villa con un grande giardino. Gretel che anche lei se ne è andata in cielo, come ho detto a Giuseppe che ha fatto in tempo a conoscerla, ma che non ne ha goduto abbastanza. Duna, il dobermann che è sempre stato il pallino di mio padre e che insieme a Gretel erano davvero “una bella squadra”. Duna, malata che non c’è più. Peggy, il bastardino tutto pepe, che ancora ci delizia con le sue coccole. Dolly e Thor con le varie cucciolate anche loro ancora nel grande giardino di casa dei nonni. Questi i cani, ma ci sono stati anche nel corso degli anni gatti (5 in tutto), porcellini d’india, criceti, tortorelle, un merlo indiano che diceva il mio nome e salutava, pappagalli, tartarughe, paparelle, pesci….se raccontassi di ognuno di loro potrei scrivere un libro.
Insomma io sono cresciuta a contatto con gli animali e ho sempre creduto che questo costituisse una marcia in più per me. Anche se ogni volta erano discussioni con mio fratello per portare fuori il cane, nei confronti della mia amica a cui non era stato comprato neanche un uccellino mi sentivo “più ricca” a livello emotivo ed esperienziale. Per questo sono felice che anche i miei figli abbiano questa opportunità soprattutto grazie ai miei genitori che al momento hanno 3 gatti, 3 cani, 4 galline, 2 galli, 2 tartarughe, un pappagallo addestrato, 2 canarini (credo basta….almeno ad oggi! Sempre che mio padre stasera non torni a casa con qualche sopresa per mia madre che ormai si è di fatto arresa). E’ una gioia vedere Giuseppe rincorrersi per il prato con i cani, inseguire le galline finchè non riesce a prenderne una, parlare con il pappagallo, dare il mangiare dei gatti ai cani con mia madre che gli brontola dietro…è davvero una ricchezza rispetto a bambini, come mia nipote, che non avendo avuto questa opportunità a 11 anni hanno paura persino di un gattino. Questo grazie ai miei genitori.


Volevo scrivere di bambini ed animali e rileggendo questo post mi sono resa conto che ho raccontato la mia vita attraverso i miei animali e che tutto questo è ruotato attorno a due persone speciali nelle loro pazzie ed incomprensioni: mio padre che ogni tanto si lasciava e si lascia ancora prendere da qualche mania ( un periodo avevamo 3 acquari nel salone e mille libri sull’argomento!) e mia madre che gli sbraitava e gli sbraita ancora dietro (ancora oggi con Giuseppe quando gli racconto queste storie la classica frase è ” e sai nonna che ha detto? MA SEI IMPAZZITO?!? Come ti viene in mente di portare a casa….” e via discorrendo, lui se la ride perchè la conosce bene!). Mentre scrivo un pensiero mi passa per la testa: il pensiero che queste figure con le loro contraddizioni e la loro piccola banda di animali ci saranno, questa volta come nonni, anche per i miei figli e chissà che tra una trentina di anni uno di loro non scriva queste stesse cose di loro in un blog.
Ma riprendendo l’argomento principale questa mia esperienza mi ha reso profondamente consapevole dell’impegno che richiede un cane e confesso che ad oggi non ne prenderei uno…perchè farlo, quando grazie ai miei genitori posso avere i vantaggi, ma non gli svantaggi 😉
Invece è da poco che abbiamo comprato un gatto: Rimmel, un sacro di birmania che ha fatto innamorare mio marito (dovrei essere gelosa dite?). Insomma, di fatto l’abbiamo fatto più per noi che per Giuseppe…Come dite? Siamo rimasti un pò bambini? Mia madre usa la parola incoscienti…sarà la stessa cosa? Devo dire che in effetti alcune volte è difficile gestire le situazioni e ad esempio far capire a Giuseppe che non può correre dietro al gatto come un cane perchè non lo prende come un gioco, ma scappa e ha paura, ma per fortuna questa gattina è un angelo e non graffia neanche quando lui la prende sottosopra…e piano pianino stanno imparando a conoscersi….

“Giuseppe, lascia stare Rimmel!” ehm, scusate, devo andare! :-/

Questo post partecipa al blogstorming

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Informazioni su Grilloperlatesta

Sono una trentaduenne romana innamorata dei suoi due figli per i quali vorrebbe un mondo migliore e che nel suo piccolo cerca di costruirlo. Come? Sbircia tra le pagine del mio blog per scoprirlo!
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