Vivere senza tradirsi

Oggi la classica domanda “com’è andata a lavoro?” non ha avuto la classica risposta, ma mio marito mi ha confidato che sta attraversando un momento di apatia e che durante una riunione si è ritrovato a domandarsi che cosa ci facesse lì dal momento che non gli interessava nulla di quello che si diceva. Questo mi ha fatto pensare alla mia vita, di come di fatto cìè stato sempre qualcosa di importante che andava fatto e che ha sotterrato sotto metri di cenere le cose che avrei voluto fare, cose che non hanno poi più trovato spazio. Prima c’era la scuola e lì pensavo, quando andrò all’università sarò più padrona del mio tempo e allora si che potrò fare cose che mi interessano (quante ore passate ad ascoltare chiacchiere inutili!). Poi è arrivata l’università e sono stata totalmente assorbita dagli esami e dal lavoro part time che facevo per mantenermi gli studi. Poi neanche il tempo di finire l’università ( ho trovato IL lavoro e tra lavoro, la tesi che ancora dovevo finire, poi il corso di perfezionamento, poi poi poi…ho avuto giusto il tempo di un corso di ceramica che volevo fare da tanto tempo. Oggi con i bambini (e l’università!) mi lascio indietro molte cose di quelle che vorrei fare e delle volte la frustrazione è grande soprattutto perchè quella parte di me sotto i metri di cenere non è del tutto perduta e scalpita per trovare finalmente il suo spazio. Insomma se mi guardo indietro la mia vita è fatta di grandi progetti portati a termine con grande soddisfazione (lo studio, lo sport che ho praticato a livello agonistico, il lavoro, la famiglia)  ma anche di tanti progetti incompiuti che ho cominciato fiduciosa senza mai trovare il tempo per portarli a termine o che neanche ho potuto cominciare perchè c’era sempre qualcosa di più importante da fare. Ma anche quella sono io. A volte ho la sensazione di essermi lasciata vivere, nel torrente della vita ho seguito la corrente finendo nella rete. Mi viene a pensare che questo non sia un problema solo mio, ma una trappola che la società e la cultura tende a molti di noi. Infondo le cose che ho portato a termine erano le cose importanti per la società, non per me. Per la società è importante la posizione che si costruisce con lo studio e il lavoro. Mio marito mi ha confidato che lui si quando frequentava l’università in realtà si sarebbe voluto aprire un negozio di informatica, ma per quello bastava il diploma e quindi…si è laureato e lavora in una società di informatica in cui assiste a riunioni che lo interrogano profondamente. Lui adesso non ha molta scelta. Ha un lavoro a tempo indeterminato e una famiglia. Ma forse 20 anni fa avrebbe potuto prendere decisioni diverse se solo fosse stato consapevole di questo:

Chissenefrega che posto occuperai nella società, se avrai tante persone da comandare o se sarai comandato da tante persone, l’importante è il posto che occupi nel cuore delle persone che ami, l’importante è che tu sia felice di come sei e non di come saresti potuto essere.

Il fatto che ti frega è che mentre tu vendi l’anima al diavolo non sei consapevole di venderla, io ho sempre pensato di fare le cose che facevo perchè volevo farle, ma ora mi rendo conto che quado vivi immerso in una società che passa determinati messaggi, il confine tra ciò che vuoi e ciò che ti fanno volere è molto sottile.

Il bello dell’essere mamma è che anche delle cose negative si trasformano in un’opportunità per i tuoi figli. Spero di riuscire a passare loro la consapevolezza che l’amore e la considerazione degli altri non si compra e che questa società ci inganna e ci fa sembrare la felicità roba per ricchi. Penso che in questo l’homeschooling mi aiuterebbe molto…spero di riuscire a praticarlo!

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Informazioni su Grilloperlatesta

Sono una trentaduenne romana innamorata dei suoi due figli per i quali vorrebbe un mondo migliore e che nel suo piccolo cerca di costruirlo. Come? Sbircia tra le pagine del mio blog per scoprirlo!
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Una risposta a Vivere senza tradirsi

  1. Mammachegiochi ha detto:

    Hai ragione le scelte a volte sembrano tali ma sotto sotto sono dettate da altri.Io penso spesso che voglio essere libera di scegliere, ma che in realtà non lo sono. Penso anche che la consapevolezza della libertà è difficile che avvenga a 20, avviene ora che hai fatto un percorso.Rimane il fatto però che diventa necessario riuscire a trovare anche un piccolo spazio dove poter realizzare qalche piccola passione. Quello è l’ossigeno per rimanere “svegli” dal torpore della quotidianità.

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