Homeschooling primo anno di asilo…le mie ragioni

Oggi avrebbe dovuto essere il primo giorno di asilo per Giuseppe…invece, alquanto inaspettatamente, mio marito (anche se ancora avvolto nel suo scetticismo) ha acconsentito ad un anno di homeschooling di prova. Quindi…tutti a casa, niente sveglia, niente ansia, tante cose da poter fare, un mondo da scoprire insieme…è ufficialmente iniziata la nostra avventura 🙂

Quando dico alle persone che no, Giuseppe non andrà all’asilo mi trovo a dover giustificare su due piedi questa scelta ebbene ecco qui il mio elenco di motivazioni nero su bianco:

1) Non ho bisogno di sbarazzarmi qualche ora di mio figlio per dedicarmi a me stessa o alla casa e non perchè ho tate e colf, ma perchè io sono per mio figlio e non mio figlio per me e la casa è per noi e non noi per la casa…questione di priorità. Ovviamente sono a casa, se avessi lavorato non avrei potuto avere il lusso di poter scegliere!

2) i bambini hanno bisogno di stare con i bambini…si ma non con 25 bambini tutti insieme, situazione, come dire, un pò innaturale soprattutto quando sono chiusi in una stanza con un solo adulto che credo debba avere dei super poteri per tenerli tutti a bada, visto che a volte io sono in difficoltà con due…risultato, quella che dovrebbe essere una sana relazione con altre persone si trasforma in un campus di sopravvivenza, perchè un solo adulto non può seguire con attenzione tutti e 25 i bambini, che, dunque, attuano le loro strategie di sopravvivenza (botte, esclusione, prese in giro) che si discostano dalla mia idea di socialità. Dunque bastano pochi bambini con cui vedersi al parco, da invitare a casa o da incontrare in un momento di sport. E poi l’importante è vivere con la gente e non stare tutto il giorno in casa, quindi per me è socialità anche andare insieme a fare la spesa o alla posta.

3)imparano tante cose…si appunto, a dire parolacce ad avere comportamenti egoisti. anche al parco imparano questi comportamenti, ma se mio figlio picchia un altro bambino io lo vedo e cerco di fargli capire che non è il comportamento corretto utilizzando l’empatia, facendo cioè capire a mio figlio come si possa sentire quel bambino e che se l’avessero fatto a lui anche lui avrebbe provato quei sentimenti, e non mediante costrizioni esterne come punizioni, che non educano la persona, ma, se va bene, evitano quel comportamento nel breve periodo. Allo stesso tempo se dei bambini escludono mio figlio, mi avvicino e lo tiro su di morale per fargli comprendere che quei bambini non sono cattivi, ma si comportano così perchè hanno paura di conoscere nuove persone e che deve avere pazienza e non essere triste e capire che è brutto avere questi comportamenti perchè le persone stanno male.

4) imparano tante cose…ah si le attività strutturate che decide la maestra  e che si riconducono perlopiù al disegno e al colorare. Mio figlio non ama molto colorare e figuriamoci a farlo quando lo decide un’altra persona. inoltre questo tipo di attività le facciamo da molto tempo insieme e non ha certo bisogno di andare all’asilo per dipingere…ah la poesia di Natale e il lavoretto per la festa del papà…anche queste (per quanto possano valere) possiamo prepararle insieme, con maggiore soddisfazione di tutti.

5) queste cose fanno parte della vita…parolacce, botte e fare le cose che ti dicono gli altri…non credo che questo sia formativo per un bambino così piccolo, anche se sono d’accordo che si deve confrontare con queste realtà, ma necessita di una guida in grado di mediargliele e non di esservi gettato nel mezzo senza gli strumenti adeguati per gestirle. Inoltre credo che i bambini abbiano già modo nella loro relazione con i genitori di capire che spesso devono fare quello che “dicono gli altri”

6) ti devi staccare da lui, non puoi tenerlo sotto una campana di vetro…lungi da me…ma non credo che lasciare mio figlio piangente ad un’estanea anche se qualificata sia il modo per renderlo indipendente…per me l’indipendenza è qualcosa che si conquista e non che si subisce. Inoltre, bisognerebbe riflettere se nella campana c’è lui o quelli che vanno a scuola…in sostanza qual’è la vita, quella vera e non quella che vive la maggior parte dei bambini, insomma è il pesce nell’acquario che guarda l’uomo e si domanda che ci fa in quella scatola d’aria…

Questo il mio pensiero oggi, non so se quest’anno mi porterà a dei ripensamenti, ma di sicuro sarà un anno interessante 🙂

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Informazioni su Grilloperlatesta

Sono una trentaduenne romana innamorata dei suoi due figli per i quali vorrebbe un mondo migliore e che nel suo piccolo cerca di costruirlo. Come? Sbircia tra le pagine del mio blog per scoprirlo!
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8 risposte a Homeschooling primo anno di asilo…le mie ragioni

  1. mammachegiochi ha detto:

    Inizio con il dire che la scuola dell’infanzia è nata per necessità.Non è una scuola dell’obbligo e nemmeno la scuola primaria.
    L'”asilo” come dice il nome era una realtà puramente assistenziale,nata per togliere i bambini dala strada e dare loro delle reglole inizialmente soprattutto di igene.I genitori andavano a lavorare nei campi e le “signorine” o le suore accoglievano i bambini.
    La situazione ora è la stessa, ci sono genitori che lavorano,e altri che delegano, o non se la sentono di insegnare …

    Tu sei a casa, sei una mamma attenta e informata,saprai provvedere a tutti i bisogni di tuo figlio.L’hai già dimostrato e motivato qui sopra.
    Io ammiro la tua scelta!

  2. Sybille ha detto:

    Tanti auguri di buona avventura! 🙂

  3. Anna ha detto:

    Ciao, sono Anna. Piacere di conoscerti! Sybille mi ha passato il tuo URL e sono molto felice di poter conoscere una homeschooler con un bambino delle stessa, medesima, età di Samuele, nostro figlio. Quest’articolo è in tutto confacente ai pensieri che hanno mosso me e mio marito a tenere Samuele a casa e fargli fare l’istruzione libera. Io, rispetto a te, sono un po’ ancora sofferente per gli sguardi che la gente mi rivolge, per le battutine che mi vengono dette, per l’atteggiamento delle mamme di questo paesino conformato nel quale siamo venuti ad abitare. Ma sono fiduciosa 🙂 Quello che mi fa impensierire un pochino è la socializzazione di Samuele, perché é figlio unico, lavora liberamente e di concentrazione tutto il giorno, ogni momento è un’ottima scusa, e nei bambini che vengono a trovarci, lo vedo perché é palese, lui ricercherebbe lo svago libero e spensierato dei bambini, quello che li avvolge ogni volta che finiscono di fare un’attività che li ha tenuti piacevolmente occupati. Questo suo bisogno cozza pero’ con quello dei nostri piccoli ospiti: loro cercano rifugio nelle nostre quattro mura, anelano ai loro attimi di concentrazione, si tuffano nelle attività che io do’ loro modo di fare senza intromettermi ( annaffiare, disegnare etc.) e vi si immergono come una persona che da un mese non beve acqua s’immergerebbe in una tinozza piena di essa. Cosa accade? Che Samuele è felice della loro visita fintanto che non si accorge che loro si isolano completamente nella loro tanto desiderata libera concentrazione; quindi, cerca di distoglierli portandoli sul piano di cui lui necessita, li invita a rincorrerlo fuori, ad andare a cercare il cagnolino, ma niente…i piccoli ospiti vogliono stare dentro e gustare le tante opportunità/novità che la nostra casa gli propone. Risultato: viene continuamente allontanato e la visita lo lascia il piu’ delle volte molto avvilito per le continue urla ( in particolar modo la bambina nostra vicina di casa…urla che non ti dico!) e per la mancanza dello svago psico motorio infantile di cui lui ha bisogno e che non è soddisfatto. Come faccio? Una mamma che decide di fare homeschooler con piu’ bambini al seguito si trova molto avvantaggiata, credo io, perché il bambino ha veramente modo di soddisfare ogni sua esigenza, ma cosi’. All’asilo non lo mandiamo comunque, ma come faccio? Abbiamo iniziato bene la nostra conoscenza 🙂 subito con una discussione impegnativa :-)! A presto

  4. Grilloperlatesta ha detto:

    Ciao Anna, il piacere è assolutamente tutto mio! Innanzitutto devo dirti che anche io sono molto infastidita dal giudizio degli altri che sento molto diretto anche quando non è espresso chiaramente, ma mi sto quasi abituando ad essere considerata una pazza per questa ed altre scelte educative. Per quanto riguarda il tuo “problema” io posso dirti che per il momento cerco di portare Giuseppe fuori, al parco (anche se non è un vero parco ma ahimè un giardino cementato!) dove a modo di incontrare altri bambini e di giocare con loro liberamente. Se hai modo di fargli incontrare bambini fuori dal contesto casalingo forse riesci ad aggirare l’ostacolo. Ma una cosa non ho capito, sei tu che proponi loro queste “attività” o loro le fanno di loro iniziativa? E se provassi a distoglierli tu (che sicuramente hai un’autorità maggiore di Samuele) da queste attività invitandoli a giocare in altro modo, magari proponendo un qualcosa di dinamico e poi lasciandoli liberi di proseguire il gioco in autonomia? I miei sono solo piccoli spunti, fammi sapere come va e soprattutto non ti abbattere 🙂

  5. Anna ha detto:

    Ciao 🙂 leggo solo adesso la tua risposta… Grazie! Allora, no, non sono io che propongo ai bambini che vengono a trovarci le proposte d'”impiego”! Sai, casa nostra è strutturata in modo che cucina e salottino abbiano una solida e massiccia integrazione dei materiali ludico-didattici-sensoriali di cui Samuele usufruisce con i nostri mobili e accessori. Il tutto è in bella mostra e qualsiasi bambino entri inizia ad indirizzarsi verso la cosa che piu’ lo attira…sai, proprio come tu stessa mi consigli, sto cercando di portare Samuele di piu’ ogni sera al pseudo parco giochi ( anche qui è una lastra di cemento…) e la cosa funziona! E’ bello perché incontra bambini di diversa età e ogni volta è un’avventura nuova col bambino o gruppo di bambini con cui si unisce… Si, credo possa funzionare. Di distogliere i bambini che ci vengono a trovare ci ho provato, ma rispetto e capisco anche loro e alla fine se il gioco non nasce spontaneo mi sembra anche di forzarli in un’attività che dentro di me sento del tipo: i burattini di gioco di Samuele. No, non me la sento…l’idea del parco ogni volta che sia possibile è splendida, poi magari quando Samuele sarà piu’ grande organizzerà lui i suoi svaghi con chiunque gli capiti sotto mano 😉 Grazie ancora per la risposta e a presto!

  6. Ciao Sara, era qualche giorno che non ti leggevo e mi sono persa una scelta importante e bellissima che avete fatto! Solo una cosa ti posso dire, sono molto felice per Giuseppe, è una grande opportunità che gli date!

  7. France ha detto:

    Ciao Grilloperlatesta,
    come sono contenta di aver trovato il tuo blog! Stavo consultando il sito di Yummymummy dopo una ricerca “google” sull’homeschooling, ed eccomi qua. Cercavo proprio delle mamme di Roma che si avvicinano all’homeschooling.
    Sono molto combattuta perché mia figlia, Odile, ha 2 anni e mezzo e a gennaio dovrei fare l’iscrizione per la scuola. Ho visitato varie scuole, comunali, statali e private, ma nessuna che corrisponda a ciò che vorrei. Ho cercato disperatamente una scuola Montessori in zona (Borghesiana) ma la più vicina è a Cinecittà (45 min di macchina con il traffico.. da fare 4x al giorno!). L’ho visitata comunque però certe cose mi hanno lasciato perplessa come il fatto che l’orario è dalle 9 alle 16h00 senza possibilità di fare una siesta, né di venire a riprendere la bimba prima (tranne nei due primi mesi), ogni maestra deve gestire 25 bambini e gli spazi sono molto angusti. Però, in ogni caso, sia per il metodo che per la passione che emanava da quella maestra, rimane la migliore delle scuole che ho visto finora.

    Sto pensando molto all’homeschooling; dalle cose che ho letto, non ho dubbi sul fatto che sia una cosa positiva (se fatta bene ovviamente; sicuramente non tutti i genitori sono portati per questo). Ma mi sento isolata in questo mio pensiero. Non ne ho ancora parlato bene con il mio compagno perché devo essere meglio preparata per affrontare il discorso (quando gli avevo accennato la cosa qualche mese fa non mi era sembrato moooolto perplesso, però mi riferivo alla scuola “elementare” a casa, forse la pillola era troppo grossa. Magari iniziando con la “materna” a casa poi si convincerà).

    Insomma, senza dileguarmi ora sui miei numerosi pensieri, voglio solo dirti che seguirò il tuo blog con molta attenzione ed entusiasmo. Magari riusciamo ad organizzare qualche incontro come quello che volevi fare in un parco di Roma! Intanto mi piacerebbe molto sapere come organizzi l’homeschooling con Giuseppe, quali sono i tuoi pensieri dopo questi primi 3 mesi di esperienza? Poi hai anche un altro figlio piccolo mi sembra, come gestisci le cose? (Io aspetto il fratellino di Odile per metà febbraio.) Vorrei già iniziare ad organizzarmi e fare una prima esperienza di qualche settimane/mesi prima di settembre prossimo, così se vedo che sono convinta e che ne sono capace, riuscirei spero a convincere anche il papà. Ma non so bene come iniziare..

    Mi chiedevo anche in quale parte di Roma vivi?

    Spero di leggerti presto, un abbraccio!

    France

  8. Manila ha detto:

    ciao Sara, sono Manila mamma di Elena che compira’ 3 anni il prossimo settembre ho visitato anche io qualche asilo ma con tanta delusione e anche felicita’ come prova appunto della totale assenza di strutture adeguate (che immaginavo) in questa terra dove sono nata la sicilia cosi’ bella e magica ma tanto desertica. Quindi poco mi consola qui, tranne la volonta’ di non voler mandare mia figlia Elena ne’all’asilo e neanche alla scuola elementare e media, ma la solitudine qui in questo piccolo paese e’ infinita. Quindi non mandero’all’asilo Elena per le stesse ragioni che tu hai elencato,ma la mia paura credo che sia piuttosto legata alla scuola dell’obbligo, alla paura di non farcela a non sapere esattamente che metodo ( ovviamente anche personale) usare. Mia affascina molto per la sua poesia la pedagogia waldorf ,ma la scuola piu’ vicina e’ a 100 km dalla mia citta’. Rimango allora ferma sulla posizione della homeschooling ma in che modo a volte mi sembra semplice altre inarrivabile. Comunque provero’ anche io con dei volantini come hai sensibilizzato l’argomento. Ciao un grazie in anticipo Manila

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